Mitsoura (Ungheria)
Mitsoura è un gruppo formato attorno alla voce unica di Mitsou, già cantante degli Ando Drom. Combina i percorsi gypsy con le tecniche audio moderne. La voce di quest’artista ha catturato l’attenzione del pubblico con il suo particolare modo di cantare: in certi passaggi sembra avere la voce di una bambina, in altri quella incomprensibile di un ubriaco; in ogni caso è sempre presente nel suo tono l’incredibile potenza ed emotività che trasporta gli ascoltatori geograficamente e storicamente dai viaggi Rom nel Rajasthan all’India Occidentale.
Biografia
Mitsou – con la sua voce unica – ha un posto di primaria importanza tra i più dotati artisti gitani di tutto il mondo. Essa ha già donato la propria voce ad alcuni film come quelli di Tony Gatlif (Gadjo Dilo e Swing) e quello di Zoltán Kamondy, Kísértések. Fa anche parte del progetto Global Vocal Meeting che gira in tour per tutto il mondo. Ha fatto parte, come cantante, degli Ando Drom.
Dopo molti anni passati nel mondo dell’autentica musica zingara, Mitsou decide di mettere in piedi un proprio gruppo, in cui trovano posto musicisti che sanno trasformare le sue canzoni in un eccitante, unico genere apportando le proprie sensibilità nella musica tradizionale. Dopo tre anni di silenzio, nasce il risultato di una lunga sperimentazione: un album che contiene una miscela di tradizionali Gipsy con le musiche del giorno d’oggi: il Mitsoura.
Chi assista a un concerto o ascolti il disco dovrebbe farlo senza alcun pregiudizio, con mente e anima aperti. La voce di Mitsou è incredibilmente potente, le canzoni portano atmosfere zingare e dell’antica India, oltre a brani tradizionali raccolti da Károly Bari. La musica si basa su strumenti etnici e melodie di András Monori, che si contrappongono alle ‘sensazioni dei rumori di fabbrica’ di Márk Moldvai. La composizione visiva del palco è un grande cerchio proiettato alle spalle dei musicisti, che cambia di volta in volta. L’effetto è creato da Eva Mandula, le cui animazioni sono ispirate da motivi indiani, e da opere di pittori zingari come András Szentandrássy, András Balogh Balázs e Magda Szécsi. L’ascoltatore si ritrova subito nel bel mezzo di un atmosfera percettiva e uditiva dall’effetto avvolgente.
“Queste canzoni vengono da diverse tradizioni zingare, lovári, collár, gulvári, romungo. Sono le canzoni di mia madre, della mia famiglia. Canti di vacanza ma anche di funerale, della vecchia gente gitana che sapeva cantare con un grande talento che io probabilmente non avrò mai. Io canto semplicemente la canzoni che circondano la mia vita” (Mitsou).
Formazione:
Mitsou (Juhász Miczura Mónika) – voce, percussioni
András Monori – gadulka, kaval, soprano, ektar, zurna
Péter Szalai – tabla, ghatam, doromb, dholak, kalimba, konnakol
Miklós Lukács – cimbalom
Márk Moldvai – keyboards, percussion
Éva Mandula – live animations
Dopo molti anni passati nel mondo dell’autentica musica zingara, Mitsou decide di mettere in piedi un proprio gruppo, in cui trovano posto musicisti che sanno trasformare le sue canzoni in un eccitante, unico genere apportando le proprie sensibilità nella musica tradizionale. Dopo tre anni di silenzio, nasce il risultato di una lunga sperimentazione: un album che contiene una miscela di tradizionali Gipsy con le musiche del giorno d’oggi: il Mitsoura.
Chi assista a un concerto o ascolti il disco dovrebbe farlo senza alcun pregiudizio, con mente e anima aperti. La voce di Mitsou è incredibilmente potente, le canzoni portano atmosfere zingare e dell’antica India, oltre a brani tradizionali raccolti da Károly Bari. La musica si basa su strumenti etnici e melodie di András Monori, che si contrappongono alle ‘sensazioni dei rumori di fabbrica’ di Márk Moldvai. La composizione visiva del palco è un grande cerchio proiettato alle spalle dei musicisti, che cambia di volta in volta. L’effetto è creato da Eva Mandula, le cui animazioni sono ispirate da motivi indiani, e da opere di pittori zingari come András Szentandrássy, András Balogh Balázs e Magda Szécsi. L’ascoltatore si ritrova subito nel bel mezzo di un atmosfera percettiva e uditiva dall’effetto avvolgente.
“Queste canzoni vengono da diverse tradizioni zingare, lovári, collár, gulvári, romungo. Sono le canzoni di mia madre, della mia famiglia. Canti di vacanza ma anche di funerale, della vecchia gente gitana che sapeva cantare con un grande talento che io probabilmente non avrò mai. Io canto semplicemente la canzoni che circondano la mia vita” (Mitsou).
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FRAME EVOLUTION di Paolo Sgevano
Corso Matteotti, 67 – 36071 – Arzignano (VI)
Mobile +39 348 3046782 – P.IVA 03583220243
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